coraggiovani 2021

Comunita’
Edificare nuovi Ponti

“Una vita sociale sana si trova soltanto, quando nello specchio di ogni anima la comunità intera trova il suo riflesso, e quando nella comunità intera le virtu’ di ognuno vivono.”

Rudolf Steiner

In questa odierna società la comunità e’ una necessità da perseguire.
Pensare e agire in comunità oggi significa fare un cammino verso l’altro, verso una pluralità condivisa, dove l’altro rappresenti una parte di quel tutto e in quel tutto ogni singolo individuo riconosca se stesso e il proprio personale cammino.
Ognuno di noi è un punto, un’individualita’, un essere con progetti e obiettivi da perseguire, compiti da svolgere e un cammino da fare.
Ognuno di noi rappresenta un modo precipuo di vivere la realtà che ci appartiene, che ci sfugge dalle mani continuamente e che cerchiamo di afferrare con mezzi spesso inadatti o insufficienti, affidandosi ai propri talenti e al proprio senso morale.
Ognuno di noi percorre la propria vita affannandosi nella ricerca del proprio scopo, si adopera con ciò che possiede e cerca modi per comunicare e camminare nel mondo.
Ognuno di noi, trasportato da correnti diverse, cerca di reggere il timone della propria esistenza attento a non disperdere energie in scelte sbagliate oppure lasciando all’altro la responsabilità di scegliere al posto proprio, come marionette nelle mani di un meccanico mondo fatto di freddi ingranaggi sempre in movimento.
Ognuno di noi è quindi un infinito, un piccolo tratto sulla tela spaginata dell’esistenza terrestre, un satellite tra innumerevoli satelliti.
Tutti questi enti , questi punti , se si incontrano, cooperano e creano la circonferenza.
Il cerchio secondo Euclide è generato da un numero infinito di punti, esistenti perché nati dall’incontro di infinite rette, luci, che nella circonferenza trovano spazio e ruolo .
Ogni punto ne fa parte, sente la comunione e la diversità in questa forma così perfetta e immutabile .
Eppure, anche se facenti parte del medesimo disegno , ogni punto , nella circonferenza si scioglie e l’ individualità si sfuma.

L’impercettibile periferico dissolversi cambia, prende senso e coscienza solo se poniamo al centro della perfetta circonferenza, di quella lontana Pangea onnicomprensiva, un punto, un fulcro .

Se poniamo infatti un centro, Il discioglimento, la dissolvenza di ogni precipua individualità nella periferica curva non avviene, ma si rafforza e prende senso la vita del singolo essere, proprio in quel convergere ideale.
L’immagine che ne nasce, che ci permette di intuire cosa significhi il termine comunità oggi, può essere rappresentata in una forma simbolo del sano fare umano: un cerchio con un punto al centro, forma solare, che ci ricorda origini e obbiettivi comuni .
Il fulcro, il centro ideale che ci richiama, è ciò che permette ad ogni singola anima di ritrovare se stessa, nella propria singolare modalità di esistenza, nella comunione d’intenti che la lega a tutte le altre anime che compongono quel cerchio.
Ogni singolo individuo, nell’ occludente materializzazione odierna, può realmente riconoscere se stesso solo ed esclusivamente nella relazione con l’altro.
La relazione con l’altro ci induce ad “ essere” a percepirci dall’interno , a mantenere un rapporto cosciente con noi e con ciò che sta fuori da noi.
La relazione con l’altro ci da la percezione di noi stessi .
Se in tale relazione, che ci pone in uno stato di maggiorata “ coscienza” , scegliamo di muoversi ed operare nel perseguire un medesimo ideale comune, allora ciò che garantirà la peculiare natura individuale e singolare di ogni anima verrà salvaguardato, mantenuto, curato e rispettato, tanto da divenire un dono, un punto di vista indispensabile da unire a tutti gli altri punti di vista necessari per avvicinarsi alla verità, e di conseguenza a tutti gli altri individui.
Il raggio che mette in relazione ogni singolo punto con il fulcro traccia una segmento, una luce , un raggio , un cammino tra l’individuo e l’ideale comune . Tale relazione è personale e rispetta leggi universali .
In quella relazione , il proprio punto di vista diviene cammino di coscienza.
Se a questa relazione uniamo la ricchezza e la necessità di tutti gli altri cammini, di tutti gli altri modi di guardare al medesimo ideale, allora una cosa viva e nuova si muove e ci aiuta a compiere il nostro destino: “ la comunità “.
Il cerchio , infinita Unione di punti , trova ragione di esistere solo se ognuno di quei punti che lo compone verrà riconosciuto.
Una circonferenza diviene quindi comunità solo se ogni individuo sarà illuminato dalla strada che lo congiunge al centro condiviso.
Generiamo così un raggio solare che illumina il nostro particolare punto di vista personale, elevandolo ad indispensabile punto di vista da aggiungere agli altri nella ricerca della verità , dell’ideale riconosciuto e condiviso che ci richiama a se dall’imminente futuro.
Essere un individuo oggi, nella solitudine dell’ indaco e della fredda materia , significa poter riconoscere nell’altro se stesso e muovere volontà, vita ed entusiasmo, nel ricercare e nel coltivare il vero, il bello e il buono, creando ponti che congiungano ogni anima all’archetipo della verità, ponti invisibili ma solidi, perché costruiti con i mattoni ideali, archetipali, che rendono ognuno di noi partecipe di un tutto che sottostà a leggi universali e che noi, dobbiamo riconoscere per essere liberi.

Neri Pierozzi

spettacolo

camillo olivetti
alle radici di un sogno
Laura Curino
relatori
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collaborazione organizzativa e artistica
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Arte della parola e Arte drammatica
artisti
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